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martedì 15 dicembre 2009

VOLETE APPROFITTARE DELLE VACANZE NATALIZIE PER RIGENERARE IL VOSTRO CORPO? USATE LE PALLINE DA GOLF....


Arriva l’inverno, le temperature si abbassano e stanchezza e fastidi si fanno sentire di più. In occasione delle vacanze natalizie, quale miglior modo per rilassarci se non dedicare qualche giorno alla cura del nostro corpo presso strutture che mettono a disposizione apparecchiature e tecniche per farci ritrovare la forma migliore? Il trend dell’inverno 2010 è proprio questo. È chiaro però che ormai i consueti bagni termali o gli abituali massaggi con oli essenziali, sono pratiche conosciute ed un po’ scontate, bisogna perciò affidarsi a cure innovative prendendo spunto da chi, soprattutto all’estero, sperimenta tecniche altamente innovative per ritrovare il benessere perduto.

Un’idea interessante arriva dalla Turchia (www.psoriasisfishcure.com). A chi ha bisogno di un trattamento per risolvere alcuni disturbi della pelle, viene proposta una terapia a base di pesce, non da mangiare naturalmente, anzi, l’esca sarete proprio voi. Immersi in una gigantesca piscina, infatti, migliaia di pesciolini verranno a mordicchiare dolcemente le zone della vostra epidermide bisognose di cure così da eliminare malesseri e fastidi.

Per chi invece è amante del buon bere, le soluzioni sono molteplici: nella Repubblica Ceca esiste una struttura dove ogni trattamento è a base di birra (www.chodovar.cz). Massaggi, impacchi, bagni, tutto utilizzando questo biondo nettare o il lievito usato per produrlo. Naturalmente fa parte del pacchetto anche un trattamento che prevede la degustazione di alcuni tipi di birra, scelti in base alle specifiche capacità terapeutiche.

E per chi preferisce il vino? Non c’è problema, anche per voi c’è la soluzione giusta. A Bordeaux, nel lussuoso hotel Les Sources de Caudalie, si pratica la Vinoterapia. Ad accogliervi, ci sarà un caldo bagno in una vasca a forma di botte di quercia, riempita con estratti di uva appena pigiata, per poi passare ad una serie di trattamenti a base, neanche a dirlo, del rinomato vino Cabernet (www.sources-caudalie.com).

Proseguiamo parlando dei golfisti incalliti. Se le lunghe giornate sul campo e i continui backswing, possono mettere in tensione la vostra schiena, non c’è nulla di meglio che una trattamento con gli attrezzi del mestiere. Al Four Seasons Resort Scottsdale in Arizona (www.fourseasons.com/scottsdale/), infatti, dei terapeuti professionisti, provvederanno a sciogliere i vostri muscoli irrigiditi e a rilassare le vostre spalle indolenzite, attraverso un rigenerante massaggio effettuato con palline da golf scaldate alla giusta temperatura.

Infine, per chi non bada a spese, perché fare a meno di un trattamento a base di pietre preziose? Al Ritz Carlton resort di Palm Beach, in Florida, verrete sicuramente rapiti dal Body Ritual, una terapia che utilizza diamanti, rubini, zaffiri e perle, posizionati in punti specifici del vostro corpo, per riequilibrare i chakra in difficoltà. Una volta lì poi non potrete fare a meno di purificare il vostro corpo grazie ad un infuso di acqua, estratti di piante medicinali e naturalmente pietre rare (eauspa.com).

Questi sono solo alcuni degli originali trattamenti a cui possiamo sottoporci, basta un giro sulla rete e ne troverete tantissimi altri altrettanto bizzarri. Se poi decideste di provarne qualcuno, mi raccomando, fatecelo sapere, io intanto vado a comprare un po’ d’uva da mettere nella vasca.....

martedì 20 ottobre 2009

GRANDE VIAGGIO IN IRLANDA




Il grande viaggio itinerante per alla scoperta delle verdi terre irlandesi è stato un grande successo!
Dal 3 al 13 Agosto, gli 8 membri del gruppo HIBERNIA 2009, a bordo dell'instancabile Toyota Hiace con guida a destra, hanno percorso quasi 1500 km tra strade solitarie, verdi praterie, cittadine di pescatori, panorami lunari, ecc...ecc....
Naturalmente un'esperienza indimenticabile che ogni viaggiatore porterà nel cuore per sempre.

Ecco le tappe:
  • DUBLINO
  • BELFAST
  • CUSHENDALL
  • CAUSEWAY COAST
  • GIANT CAUSEWAY
  • ARDARA
  • SLIEVE LEAGUE
  • DONEGAL
  • SLIGO
  • DRUMCLIFF
  • ACHILL ISLAND
  • WEST PORT
  • CLEGGAN
  • CONNEMARA NATIONAL PARK
  • GALWAY
  • BURREN
  • BLACK HEAD
  • DOOLIN
  • CLIFFS OF MOHER
  • KILLALOE
  • BALLINAE
  • OGONNELLOE
  • HOLY ISLAND
  • CASHEL
  • KILKENNY
  • ATHY
  • DUBLINO
...e qualche foto:



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martedì 9 giugno 2009

LA TERRA SANTA - Gerusalemme e Betlemme

Torniamo a parlare di viaggi, grazie al prezioso contributo di Alessia e Fabio, due amici e grandi viaggiatori, che, per il ponte del 2 giugno, hanno scelto come meta Tel Aviv. Naturalmente era d'obbligo una visita in Terra Santa. Di seguito troverete il suggestivo racconto del loro viaggio e qualche foto.


La giornata inizia con la sveglia alle 6 del mattino, per una preparazione veloce stando molto attenti al vestiario casto e rispettoso dei luoghi sacri che si visiteranno e dopo una colazione sostanziosa, tra un cornettino, un ovetto, una frittatina, un cappuccino e una spremuta, eccoci pronti, puntualissimi all’appuntamento con la nostra guida per iniziare la giornata.
Ore 7,20: si presenta Hilik Silfin con il suo pulmino da 15 persone e dopo un paio d’ore necessarie per percorrere gli 80 km che ci dividono dalla destinazione, eccoci in arrivo a Gerusalemme, vivendo anche l’emozione di stare nel traffico, all’ingresso in città.
Dapprima ci soffermiamo sul Monte degli Ulivi per una panoramica sulla capitale di Israele, la città eterna costruita migliaia di anni fa, la cui storia si ode ancora oggi nel sussurro del vento che soffia intorno alle sue mura, la città dove ogni pietra narra la fiaba meravigliosa di un luogo che da millenni attira milioni di pellegrini, Gerusalemme.
Il sole splende e picchia forte, Hillik ci descrive tutta la storia e i vari imperi che si sono susseguiti, indica le varie aree in cui è divisa la sua amata città , in particolare il quartiere Ebraico e poi quello Armeno, Cristiano e Mussulmano, tutti situati all’interno delle mura che delineano il confine antico della città, fino a manifestare la sua profonda inquietudine nel descrivere la storia dell’edificio attualmente più visibile e più imponente, il loro Tempio “usurpato”. Infatti, attualmente, questo imponente edificio dalla cupola dorata, è la Moschea di ‘Omar, in merito alla quale la nostra guida spende queste precise parole: “se non lo abbiamo distrutto all’epoca non possiamo certo farlo ora”.


In seguito riprendiamo il nostro pulmino, in direzione dell’entrata nella città attraverso una delle porte di accesso e ci si accorge che il primo serio problema della città risulta sicuramente il parcheggio, ma Hillik con la sua destrezza riesce a trovare un buco per il nostro pulmino, tra due autobus, meritandosi l’applauso di un californiano del gruppo.
Iniziamo a camminare e passo dopo passo attraversiamo i vari quartieri che fino a quel momento avevamo visto solo dall’alto. Nel quartiere ebraico ci ritroviamo ad ammirare alcune colonne ed archi risalenti all’Età Romana di una strada antica, cosiddetta il “Cardo” che ci indica quale fosse il livello al quale la vecchia città fosse costruita.
Nel centro della città si notano anche le costruzioni degli edifici privati, in quanto, tutti costruiti con la stessa pietra bianca, la pietra di Gerusalemme.
Un luogo veramente degno di nota è il Muro Occidentale ed il piazzale antistante, sacro agli Ebrei e conosciuto come il “Muro del Pianto”, unica rimanenza del Sacro Tempio non più accessibile e luogo ad esso più vicino. Una muraglia imponente dove gli ebrei di tutto il mondo si raccolgono per pregare, offrendo le loro preghiere e scrivendo i desideri del loro cuore sui frammenti di carta che infilano nelle fessure del muro, tra le pietre


Questo piazzale è caratteristico perché suddiviso nettamente in due aree, quella dedicata alle donne e quella dedicata agli uomini, si possono notare, infatti, anziani uomini ebrei in abito tradizionale hassidico e contemporaneamente teenagers vestite castamente e molto rispettose del proprio culto, che si avvicinano nella sezione femminile del muro.
Ecco quindi avventurarci nel quartiere mussulmano, dove non ci si può estraniare dai colori caratteristici delle bancarelle che vendono ninnoli e abbigliamento, tutto tipicamente mussulmano, e, contemporaneamente scorgere qua e là, in determinati punti del vicolo, spiragli di Cristianesimo, intravedendo una rappresentazione nel muro, descrivente una delle 14 stazioni della Via Crucis di Gesù, la “Via Dolorosa”, l’ultimo sentiero percorso, secondo la tradizione cristiana, da Gesù, che partì dal tribunale fino alla collina del Golgotha, luogo della crocifissione e della sepoltura, dove è oggi posizionata la Chiesa del Santo Sepolcro.
Quindi, grazie alla guida riusciamo ad individuare i punti precisi in cui sono rappresentate le stazioni fino alla undicesima, ma ci accorgiamo che alcune mancano, perché attualmente non si conosce il luogo preciso cui il Vangelo fa riferimento. Negli stessi vicoli del quartiere si trova una sezione del muro di una casa, nella quale si tramanda che Gesù abbia appoggiato la Sua mano sudata, affaticato dal peso della croce prima di cadere.
Le ultime tre stazioni sono tutte raccolte nella Chiesa del Santo Sepolcro, che circoscrive il luogo della Crocefissione, al quale si accede salendo delle ripidissime scale strette, e nel quale si può ammirare un altare, costruito nel punto in cui era posizionata la croce, sotto il quale inginocchiarsi e pregare; la pietra dell’unzione, il luogo in cui fu deposto dopo la morte, dove il corpo di Gesù venne disteso e avvolto nel lino prima della sepoltura, ed infine, il luogo del Santo Sepolcro e della Resurrezione.

Molto suggestivo e interessante è il fatto che questa Chiesa sia appartenente a tutta la Cristianità, basta fermarsi un attimo per individuare preti delle varie religioni: Greci ortodossi, Armeni e Cattolici e distinguere le cappelle di una religione piuttosto che di un’altra. Come l’interno, anche il piazzale esterno, antistante la Chiesa, è suddiviso in sezioni appartenenti alle varie religioni e proprio a questo proposito la nostra guida ci racconta un evento imbarazzantemente ironico, riguardo ad una rissa tra preti per la pulizia del piazzale stesso. In particolare l’area contesa fu uno scalino basso che l’uno dice sia appartenente alla scala e l’altro al piazzale.
A questo punto della giornata il gruppo si divide e in tre persone andiamo a Betlemme per visitare la Chiesa della Natività.
Sorpresa poco gradita è stata, per noi, il muro di divisione tra Israele e la Palestina che divide precisamente il confine delle due città di Gerusalemme e Betlemme. E’ un sistema di barriere fisiche di 700 km, costruito da Israele in Cisgiordania, allo scopo ufficiale d'impedire fisicamente ogni intrusione di terroristi palestinesi nel territorio nazionale.
Assume il nome di "chiusura di sicurezza" (security fence) per gli israeliani favorevoli alla barriera e di “Muro della Vergogna” o “Muro dell’Aphartaid” per i palestinesi ostili.
Scendiamo dal pulmino salutando il resto del gruppo, con cui ci saremmo rincontrati più tardi, e la nostra nuova guida ci scorta nell’attraversamento del muro, tra rovi, grate, scritte e sporcizia, entriamo nella città provando un po’ di timore che subito si trasforma in mal di testa per il frastuono di clacson provenienti dalle decide di taxi, imbottigliati in pochi metri di strada affollati e imbottigliati per accalappiarsi i turisti e soprattutto coloro che lavorano in terra d’Israele e che tornano in Palestina a fine giornata.


La nostra guida ci conduce nell’unico luogo degno di nota e visitabile di Betlemme, la Chiesa della Natività, costruita sopra a quella che un tempo era la capanna in cui nacque Gesù Cristo.
Attualmente anch’essa risulta essere la Chiesa della intera comunità Cristiana e presenta due sezioni, quella più antica costruita nel 320 dopo Cristo e quella più recente costruita nell’ultimo millennio, esattamente nel XVIII secolo.
Il resto del pomeriggio è stato tutto dedicato all’attesa che arrivasse l’ora dell’appuntamento con il resto del gruppo, tutta spesa all’interno di un negozio di “ricordi dalla Terra Santa”.
Verso le 16,40 finalmente arriva Hillik per tornare a Tel Aviv.
Giornata lunga stancante, calda, ma anche molto interessante e suggestiva.


Per ulteriori informazioni sul loro viaggio e per poter ammirare altre foto visitate il sito di Fabio.


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domenica 31 maggio 2009

Il BIG BEN festeggia i suoi primi 150 anni




Londra festeggia oggi i 150 anni di uno dei suoi edifici simbolo, il Big Ben. Torre con l'orologio più grande del mondo (i quadranti misurano 8 metri), ha messo in funzione il suo meccanismo per la prima volta, il 31 maggio del 1859. Questo però è solo uno dei tre compleanni che spettano alla Clock Tower, a luglio, infatti, si festeggerà la prima volta che la gigantesca campana principale, (del peso circa 14 tonnellate), ha diffuso il suo suono per la prima volta in tutta la città. Infine, a settembre, sarà il 150esimo anniversario della prima volta che tutto l'intero complesso di campane ha suonato. Non si hanno notizie certe riguardo l'origine del nome. Big Ben potrebbe infatti derivare, secondo alcuni dal nome di Sir Benjamin Hall, membro della Camera dei Comuni e supervisore dei lavori per la ricostruzione del Palazzo di Westminster, secondo altri dal nome del campione dei pesi massimi di pugilato Benjamin Caunt, che combattè il suo ultimo incontro nel 1857.
La foto che vedete l'ho scattata nel Dicembre scorso e devo dire che i suoi anni proprio non li dimostra...AUGURI NONNO BEN!!


venerdì 22 maggio 2009

Irish Breakfast & Porridge



Cari Viaggiatori,
continuiamo a parlare di Irlanda, sempre in vista del nostro tour e scopriamo qualche segreto gastronomico.
Come ci dicono sempre le nostre mamme, "la colazione è il pasto più importante della giornata" e nell'Isola di Smeraldo, questo detto vale più che mai. La tipica colazione irlandese è infatti un pasto molto abbondante, che probabilmente metterà a tacere il vostro stomaco fino al tardo pomeriggio.
Sul tavolo del breakfast c'è appunto l'imbarazzo della scelta, possiamo trovare: uova fritte, bacon, salsicce, white e black pudding (di cui parleremo nei prossimi post), verdure gratinate e grigliate, pane tostato con confetture varie e burro, il tutto bagnato da abbondante orange juice, té, o un lunghissimo caffè nero. Naturalmente non ho volutamente indicato il piatto principale di cui vi illustrerò la facile ricetta: il PORRIDGE.

Il Porridge (letteralmente fiocco) è semplicemente un impasto cremoso composto da acqua e fiocchi d'avena.
Ecco quindi a voi la ricetta...provatelo e fatemi sapere cosa ne pensate.

Ingredienti

  • 1 litro d'acqua
  • 200 grammi di fiocchi d'avena
  • zucchero
  • sale
  • latte freddo

Preparazione

Fate bollire in una pentola l'acqua con un pizzico di sale. Aggiungere i fiocchi d'avena versandoli "a pioggia" e mescolare fino ad ebollizione. Lasciar cuocere a fuoco lento per circa 20 minuti mescolando contiunamente. Il porridge sarà pronto non appena il composto avrà una consistenza cremosa.
Zuccherare a piacere e servire caldo con un bicchiere di latte freddo.

Buon Appetito!

lunedì 18 maggio 2009

HIBERNIA 2009


Cari Compagni di viaggio,
finalmente ieri, in un caldo pomeriggio di maggio, abbiamo elaborato le probabili tappe del nostro prossimo tour estivo nella verde terra irlandese.
Il nostro viaggio, di circa 1.415 km, verterà alla scoperta degli incantati paesaggi dell'Isola di Smeraldo.
Naturalmente il percorso è soggetto a modifiche in itinere, decise di comune accordo. Le località segnalate sono soltanto prese ad esempio per indicare la zona in cui passeremo la notte, non sono perciò definitive e potranno variare in base alla disponibilità dei B&B e alle nostre preferenze.

Ecco le nostre tappe:

Dublino -- Belfast
Belfast -- Malin
Malin -- Donegal
Donegal -- Clifden (Connemara National Park)
Clifden -- Galway
Galway -- Kilrush
Kilrush -- Dingle
Dingle -- Bantry (Baltimore)
Bantry -- Dublino